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Come Allestire una Gabbia per i Tordi

Chi si avvicina per la prima volta al mondo dei tordi in cattività si trova spesso di fronte a una domanda apparentemente semplice: come si allestisce la gabbia giusta? La risposta, però, è meno immediata di quanto sembri. Il tordo, e in particolare il tordo bottaccio, è un uccello con esigenze specifiche e abitudini molto diverse da quelle di un canarino o di un cardellino. È un turdide, cioè appartiene a una famiglia di uccelli terricoli e insettivori, abituato in natura a muoversi sul suolo del bosco alla ricerca di invertebrati, a nascondersi tra i rami bassi, a fare il bagno ogni giorno. Mettere un tordo in uno spazio angusto con un paio di posatoi e una ciotolina d’acqua non funziona: lo si vede subito dalla postura tesa dell’animale, dal continuo sbattere lungo le pareti, dallo stress evidente. Capire come si allestisce correttamente uno spazio per questi uccelli fa la differenza tra un animale che vive male e uno che si adatta, cresce e, in alcuni casi, arriva anche a riprodursi.

Indice

  • 1 Aspetti normativi: cosa sapere prima di tutto
  • 2 Le dimensioni della struttura: gabbia o voliera?
  • 3 La posizione: dove collocare la struttura
  • 4 L’arredamento interno: vegetazione, posatoi e fondo
  • 5 L’acqua: abbeveratoio e vasca da bagno
  • 6 L’alimentazione: cosa mangia il tordo in gabbia
  • 7 Il periodo riproduttivo: accorgimenti specifici per il nido

Aspetti normativi: cosa sapere prima di tutto

Prima di parlare di gabbie e mangiatoie, è necessario fare un chiarimento che riguarda la legge italiana. Il tordo bottaccio, come il sassello, la cesena e il merlo, è una specie selvatica autoctona soggetta a caccia ai sensi della Legge 157 del 1992. Questo significa che non è libero detenere tordi catturati in natura senza specifica autorizzazione. Per poter allevare tordi lecitamente è necessario che i soggetti siano nati in cattività, inanellati con anello inamovibile e numerato entro i primi giorni di vita, e che il detentore sia iscritto a un’associazione ornitologica riconosciuta a livello nazionale o europeo, come la FOI (Federazione Ornicoltori Italiani) o equivalenti. Le normative regionali possono aggiungere ulteriori requisiti, compresa la comunicazione alla struttura competente della regione di residenza.

Se ti stai avvicinando all’allevamento dei turdidi per la prima volta, il consiglio più sensato è quello di contattare la tua associazione ornitologica locale o un allevatore esperto che possa guidarti nella burocrazia necessaria. Una volta in regola, l’allestimento della gabbia può procedere con la tranquillità di chi sa di operare nel rispetto delle norme.

Le dimensioni della struttura: gabbia o voliera?

Il tordo è un uccello di taglia medio-piccola, intorno ai 22 centimetri di lunghezza e dagli 70 agli 85 grammi di peso, ma ha bisogno di spazio proporzionalmente maggiore rispetto a molti altri uccelli da gabbia. È attivo, terricolo per molte delle sue attività quotidiane e tende a muoversi in modo orizzontale più che verticale. Un ambiente troppo ristretto lo stressa e lo porta a sbattere ripetutamente contro le pareti, danneggiando il piumaggio e compromettendo il suo benessere.

Per i tordi da mantenimento, le misure minime previste dalla normativa vigente per le gabbie di richiamo sono 30x25x25 centimetri, ma questa è una dimensione accettabile solo per il trasporto o per periodi molto limitati. Per un mantenimento continuativo, anche di breve durata, si consiglia uno spazio ben più generoso. Una voliera di almeno 200x80x180 centimetri è una buona base di partenza per una o due coppie. Se l’obiettivo è la riproduzione, lo spazio deve essere ancora maggiore: molti allevatori esperti lavorano con voliere di 2 metri di lunghezza, 1 metro di larghezza e 2 metri di altezza almeno per coppia, e ottengono risultati molto migliori rispetto a chi comprime più soggetti in spazi ristretti.

Per la struttura in sé, la rete metallica elettrosaldata con maglie di circa 1 centimetro è la scelta più comune: abbastanza fitta da impedire la fuga e da limitare l’ingresso di predatori come i gatti, abbastanza aperta da garantire una buona ventilazione. La struttura portante può essere in legno trattato o in tubolare metallico zincato. Se la voliera è all’esterno, almeno due lati su quattro devono essere coperti per proteggere dagli agenti atmosferici.

La posizione: dove collocare la struttura

Il tordo è un uccello che in natura vive ai margini del bosco e nelle zone con folta vegetazione bassa. Odia i luoghi completamente esposti e reagisce male agli ambienti troppo aperti, dove si sente vulnerabile ai predatori aerei. Questo si riflette direttamente nella scelta della posizione della voliera.

L’ideale è un luogo parzialmente ombreggiato, riparato dal vento dominante, lontano da fonti di rumore improvviso come strade trafficate o macchinari. Se la voliera è all’esterno, una metà dovrebbe essere esposta alla luce naturale e l’altra ombreggiata. Non deve ricevere luce solare diretta per l’intera giornata: il tordo va in stress con il caldo eccessivo, e un pannello di copertura sul tetto è sempre una buona precauzione.

Se la struttura è all’interno di un locale, come uno scantinato, un garage o un capanno adibito ad allevamento, bisogna garantire una ventilazione adeguata e un fotoperiodo naturale o simulato. Il fotoperiodo, cioè l’alternanza di ore di luce e buio nel corso dell’anno, ha un ruolo fondamentale nel regolare il ciclo biologico del tordo: influenza la muta, l’attività del canto e soprattutto il ciclo riproduttivo. Per chi alleva tordi in ambienti interni senza finestre, l’uso di lampade specifiche per uccelli con timer permette di replicare il ciclo stagionale naturale.

L’arredamento interno: vegetazione, posatoi e fondo

L’allestimento interno della gabbia è il punto in cui molti neofiti fanno errori che poi si pagano in termini di stress dell’animale. Il tordo ha bisogno di sentirsi al sicuro, il che vuol dire avere angoli riparati, punti sopraelevati dove posarsi e materiale naturale che evochi il suo ambiente d’origine.

La vegetazione è uno degli elementi più importanti. Rami veri o artificiali con fogliame, piante a foglia perenne come il bosso o l’edera, arbusti in vaso collocati all’interno: tutto questo crea ripari visivi fondamentali per la tranquillità del tordo. Chi usa piante artificiali, come quelle dei classici alberi di Natale, ottiene buoni risultati soprattutto per la durata nel tempo e la facilità di pulizia. Le piante naturali hanno il vantaggio di aggiungere umidità e stimoli olfattivi, ma vanno controllate perché alcune specie sono tossiche per gli uccelli. Evita oleandro, tasso e vinca, tra le più comuni.

I posatoi devono essere di diametro variabile, così da consentire al tordo di esercitare la presa con diverse posizioni del piede. Usa rami di legno vero, non tondini di plastica o metallo: la superficie irregolare dei rami naturali previene i problemi alle zampe che nei tordi tenuti su posatoi uniformi sono abbastanza frequenti. Posiziona i posatoi a diverse altezze, ma ricorda che il tordo trascorre molto tempo a terra: non è un uccello che sta sempre appollaiato in alto come un canarino.

Il fondo della voliera merita attenzione specifica. Il tordo si nutre e si muove molto a terra, e un fondo inadeguato può causare problemi sanitari seri. La torba acida di sfagno è una delle soluzioni più apprezzate dagli allevatori esperti: mantiene una certa umidità, riduce la carica batterica e si avvicina alla consistenza del suolo boschivo. Anche il fogliame secco misto a terra franca funziona bene e stimola il comportamento naturale di ricerca del cibo. Il cassetto estraibile nel fondo della gabbia, se presente, facilita enormemente le operazioni di pulizia: rendilo accessibile e puliscilo con regolarità, almeno due o tre volte a settimana durante il periodo di attività intensa.

L’acqua: abbeveratoio e vasca da bagno

Il tordo beve spesso e ama fare il bagno quotidianamente. Questi due aspetti richiedono soluzioni distinte. L’abbeveratoio deve essere ampio, stabile e facile da pulire: i tordi tendono a sporcare l’acqua con residui di cibo e feci, quindi va cambiata almeno una volta al giorno, meglio due. Un abbeveratoio maxi per tordi, facilmente reperibile nei negozi di articoli per la caccia e la selvaggina, è la soluzione più pratica.

La vasca da bagno è invece un accessorio separato, che si può mettere ogni mattina e togliere dopo che gli uccelli si sono bagnati, così da evitare che l’acqua stagnante sporchi il fondo. Una ciotola bassa e larga, con bordi abbastanza bassi da consentire l’accesso agevole, è sufficiente. I tordi si bagnano con entusiasmo e spruzzano acqua ovunque: mettila in un punto della voliera dove questo non crei problemi di umidità eccessiva.

L’alimentazione: cosa mangia il tordo in gabbia

Il tordo bottaccio è un insettivoro-frugivoro, il che significa che in natura alterna periodi in cui si ciba soprattutto di invertebrati (lombrichi, chiocciole, larve, insetti) a periodi in cui la frutta e le bacche diventano predominanti nella dieta. In cattività, replicare questa varietà è essenziale per mantenere l’animale in buona salute.

La base dell’alimentazione è il pastoncino per insettivori, un composto umido a base di farina di mais, uova, carne e altri nutrienti, disponibile in versione industriale o preparabile in casa. I pastoncini di qualità migliore contengono anche insetti interi o in parte, che aggiungono stimoli comportamentali oltre al valore nutrizionale. A questo va integrato il cibo vivo: lombrichi, camole del miele, camole della farina. Questi insetti non sono semplici snack ma rappresentano una componente nutritiva fondamentale, soprattutto nel periodo riproduttivo quando i genitori devono imbeccare i nidiacei. La vitamina E, importante per la fecondità, si trova in buona parte negli insetti vivi e può essere integrata con prodotti specifici da aggiungere al pastoncino.

Sul fronte vegetale, frutta fresca come mele, pere, fichi, ciliegie e bacche di sambuco o di olivello spinoso è gradita e fornisce zuccheri e vitamine. In inverno, i fichi secchi sono un’alternativa pratica. Evita l’uva in grandi quantità e l’avocado, che è tossico per molti uccelli. Integra con verdura fresca a foglia, anche se il tordo la accetta meno volentieri rispetto alla frutta.

Il periodo riproduttivo: accorgimenti specifici per il nido

Se il tuo obiettivo è la riproduzione, la gabbia o la voliera deve subire alcune modifiche specifiche nei mesi che precedono la stagione di cova, che per il tordo bottaccio inizia tipicamente ad aprile. Il nido viene costruito dalla femmina usando materiale vegetale impastato con terra e fango: va quindi messa a disposizione una ciotola con argilla inumidita o terra franca bagnata, oltre a erbe secche, muschio, crini e filacci naturali.

Il punto di nidificazione deve essere il più riservato e tranquillo possibile. I tordi sono sensibili ai disturbi durante la cova: se sentono movimenti frequenti vicino al nido, possono abbandonare le uova o rifiutarsi di costruire. Posiziona l’arbusto o il punto di appoggio del nido nell’angolo più protetto della voliera, lontano dall’accesso principale e schermato dalla vegetazione. Durante il periodo di cova, riduci al minimo i tuoi accessi nella voliera e non effettuare pulizie profonde. Le uova, da quattro a cinque per covata, vengono incubate dalla femmina per circa tredici o quattordici giorni. Dopo la schiusa, entrambi i genitori nutrono i nidiacei prevalentemente con insetti vivi.

Allevare tordi in gabbia è un’esperienza che ricompensa chi ci investe tempo, conoscenza e rispetto per le esigenze dell’animale. Una voliera allestita con cura, ricca di stimoli naturali e gestita con attenzione, offre a questi uccelli condizioni di vita dignitose e all’allevatore la soddisfazione di vedere un animale attivo, in buona salute e, nei casi più fortunati, impegnato nella cura della prole.

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